Trasparenza: XML 190/2012, migliora (e può ancora migliorare) il livello di adempimento alla norma

Lo scorso 26 febbraio i sistemi di automatici di ANAC per la verifica dei file xml pubblicati ai sensi della L. 190/2012 hanno terminato la prima sessione di controllo. Quali sono i trend e cosa possono fare le PA in caso di esito fallito?

Innanzitutto è importante chiarire che, se gli enti non hanno comunicato correttamente il link al proprio file con l’elenco delle procedure di scelta del contraente, non potranno più farlo. Potranno sempre pubblicarlo sul proprio portale “Amministrazione Trasparente”, ma ANAC non potrà tenerne conto nelle proprie rilevazioni.

Confrontando i dati di accesso con quelli degli anni precedenti si vede che il trend continua a migliorare: gli enti che hanno effettuato la comunicazione sono 19.031; mancano all’appello anche quest’anno circa 4.000 enti pubblici, se si considerano i quasi 23.000 accreditati presso l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, tuttavia si registrano quasi 1.000 enti in più rispetto allo scorso anno.

Confrontando gli esiti della prima verifica 2018 con quelle degli anni precedenti, si nota che la percentuale di successi è aumentata leggermente rispetto all’ano precedente, (in entrambi i casi supera il 75%), ma il valore in assoluto è aumentato.

 

Statistica che potrà ancora migliorare, poiché si prevedono almeno altre 2 sessioni di verifica da parte di ANAC nelle prossime settimane. In questo intervallo di tempo, le PA che hanno conseguito un esito negativo potranno ancora sanare la propria situazione. Ecco come:

  1. Anzitutto è necessario che le PA verifichino la propria situazione, andando sul sito http://dati.anticorruzione.it/#/l190 e ricerchino nella banca dati l’esito della comunicazione effettuata, inserendo nel campo di ricerca il proprio codice fiscale, la denominazione dell’ente o l’identificativo della PEC di invio.
  2. Nel caso in cui l’esito del controllo sia positivo (“SUCCESSO”), l’ente ha la certezza che la comunicazione sia andata a buon fine e non occorre fare nient’altro.
  3. Nel caso in cui l’esito del controllo sia negativo (“FALLITO”), l’ente ha ancora un po’ di tempo per riuscire a sanare la propria situazione. Infatti, in questo caso può intervenire per “correggere” eventuali errori di sintassi contenuti nel file XML pubblicato: sono disponibili in rete alcuni siti che consentono la verifica preventiva del file XML e dell’url di pubblicazione, come quello indicato a questo link. L’importante è che, una volta riusciti a correggere gli errori del file, questo vada a sostituire il file pubblicato online, consentendo ad ANAC una nuova verifica allo stesso link di pubblicazione.

Negli anni precedenti ANAC ha effettuato almeno altre 2 sessioni di verifica dei file pubblicati, in un intervallo di tempo di almeno 20 giorni. C’è ancora un po’ di tempo per sistemare le cose, è importante però intervenire con prontezza.

Per approfondire il tema della pubblicazione XML ai sensi della legge 190/2012,  guarda il nostro video:

Leggi anche:

Su LeggiOggi il nostro articolo: Trasparenza PA – comunicazione XML 190/2012, qualche consiglio operativo

Trasparenza: XML 190/2012, proroga al 20 febbraio del termine previsto al 31 gennaio

Trasparenza: XML 190/2012, da febbraio riprendono i controlli ANAC

Open data ANAC, pubblicati gli esiti degli invii xml L. 190/2012 (analisi degli esiti dei controlli XML svolti da ANAC nel 2015, dove vengono evidenziate le cause di successo o insuccesso).

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