| Privacy e DPS |
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![]() Nei focus riportiamo aspetti di comune interesse su uno specifico argomento, oltre che una serie di domande (e relative risposte) emerse durante la nostra attività. Per le tematiche relative agli Amministratori di Sistema è stato creato un apposito focus. Verifica se in questo momento ci sono dei corsi sulla protezione dei dati personali cliccando qui Domanda: la revisione del DPS deve essere fatta entro il 31 Marzo di ogni anno. Come si fa a comprovare la data certa? Occorre una Delibera di Giunta o basta una registrazione al protocollo generale?Domanda: l'INPS richiede ai Comuni la possibilità di accedere alla banca dati anagrafica tramite l'installazione dell'applicativo "ARCOWEB". E' una procedura regolare?Domanda: le forze dell’ordine possono consultare i dati anagrafici dei cittadini accedendo alle banche dati comunali? Se SI, a che condizioni?Domanda: è possibile filmare i consigli comunali? Se SI, a che condizioni?Domanda: la revisione del DPS deve essere fatta entro il 31 Marzo di ogni anno. Come si fa a comprovare la data certa? Occorre una Delibera di Giunta o basta una registrazione al protocollo generale?Risposta: l'argomomento è dibattuto, la posizione ufficiale del Garante indica una direzione anche se non la definisce inequivocabilmente. Infatti, nel parere del 5 Dicembre 2000 disponibile all'indirizzo http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=772094 per identificare una data certa si appoggia alla disciplina civilistica in materia di prove documentali (artt. 2702-2704 COD. CIVILE). Nel parere viene spiegato che "...In questa prospettiva, senza pretesa di indicare in modo esauriente tutti i possibili strumenti idonei ad assegnare al documento una data certa, il Garante richiama l'attenzione dei titolari del trattamento sulle seguenti possibilità che appaiono utilmente utilizzabili: Non si parla di registrazione di protocollo, tuttavia si dice espressamente che l'elencazione fatta non ha la pretesa di indicare in modo esauriente tutti i possibili documenti idonei ad assegnare al documento una data certa. La registrazione di protocollo consente di attribuire una data certa ad un documento all'interno di un Ente. Tuttavia, ci si sta focalizzando sul punto meno critico della cosa. Al di là della data certa, infatti, occorre ricordare che il DPS indica una serie di misure che l'Ente dovrebbe attuare per mettere in sicurezza i propri dati. Le misure minime dovrebbero essere adottate dal Titolare del trattamento, cioè l'Ente stesso. Il Sindaco esercita le proprie funzioni in nome e per conto dell'Ente, compresa la titolarità dei trattamenti. Adottando il DPS tramite una Delibera di Giunta, pertanto, il Sindaco e la Giunta prendono atto del documento stesso. Cosa che non avviene nel caso di una semplice registrazione di protocollo, in cui la prova temporale è inoppugnabile ma non si ha la certezza che il Sindaco abbia preso atto del documento. La necessità di rendere edotti gli organi di vertice e responsabilizzarli in materia di sicurezza è il motivo che ha spinto il Garante ad obbligare tali organi a riferire dell'avvenuta revisione del DPS nella relazione accompagnatoria del Bilancio di esercizio, come spiegato nel parere del 22 Marzo 2004 ( http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=771307). Si consiglia quindi di far adottare il DPS con delibera. Per quanto riguarda la data del 31 Marzo, questa è indicata al p.to 19 dell'Allegato B del Codice della Privacy. Ma nulla impedisce di adottare modifiche anche in date differenti: se il 25 maggio per esempio si sono registrati eventi o fatti che rendono necessaria una sostanziale e rilevante modifica nelle politiche di sicurezza dell'Ente e nelle misure adottate e da adottare, è possibile apportare una nuova revisione. Quello che conta è che almeno una volta l'anno il dcumento sia revisionato.
Domanda: l'INPS richiede ai Comuni la possibilità di accedere alla banca dati anagrafica tramite l'installazione dell'applicativo "ARCOWEB". E' una procedura regolare?Risposta: la procedura proposta presenta dei punti oscuri sotto il punto di vista normativo, che come si vedrà sono stati chiariti in un secondo tempo. Infatti: 1) L'art. 19 c 2 del D.Lgs 196/2003 dice che, per i dati personali, "la comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti pubblici è ammessa quando è prevista da una norma di legge o di regolamento". Le indicazioni normative indicate nella comuniczione dell'INPS non sono sufficienti. In particolare, la legge 127/1997 dice all'art. 5 che "I comuni favoriscono, per mezzo di intese o convenzioni la trasmissione di dati o documenti tra gli archivi anagrafici e dello stato civile, le altre amministrazioni, ...". Si precisa chiaramente per per questo genere di trasmissioni occorre che vi sia un'intesa o una convenzione. In questo caso, INPS non specifica alcuna intesa o convenzione: se è stata fatta a livello centrale sarebbe il caso di comunicarla agli Enti per consentire la trasmissione. Sulla base delle informazioni contenute nella comunicazione "ARCOWEB" la comunicazione non era sostenuta da adeguati riferimenti normativi. Successivamente è pervenuta una nuova comunicazione che ha chiarito meglio opportunità e modalità, come indicato nell'aggiornamento indicato di seguito. AGGIORNAMENTO DEL 20 NOVEMBRE 2009: l'INPS ha scritto a molti Comuni una raccomandata perentoria in cui indica i fondamenti normativi di questa trasmissione telematica e le modalità con cui effettuarla (pertanto si consiglia di effettuarla). E' possibile avere maggiori dettagli sull'argomento cliccando qui. In generale, di fronte alla richiesta di una altro Ente pubblico di accedere ai dati personali del Comune è meglio prima chiedersi se tale trasmissione è normata. In caso negativo, occorre prima realizzare una convenzione o comunicare al Garante tale trasmissione tramite la procedura riportata all'art. 39 del D.LGS: 196/2003. (Si ringrazia l'Ufficio del Garante della Privacy, che ha collaborato nell'identificare gli adeguati riferimenti normativi. Consigli ed opinioni sono invece espressi esclusivamente dal personale di SI.net Informatica)
Domanda: le forze dell’ordine possono consultare i dati anagrafici dei cittadini accedendo alle banche dati comunali? Se SI, a che condizioni?Risposta: SI, a condizione che
L´art. 54 del D.Lgs. 196/2003 dice che "Le convenzioni-tipo sono adottate dal Ministero dell´Interno su conforme parere del Garante...". Ad oggi, il Garante Sulla Privacy non ha ancora espresso alcun parere su convenzioni tipo, che non sono pertanto disponibili. Il Comune di Ravenna ha già stipulato una convenzione simile con i Carabinieri.
Domanda: è possibile filmare i consigli comunali? Se SI, a che condizioni?Risposta: SI, a condizione che
Si riporta la Newsletter n. 11 del 17 marzo 2002 - Sì ai consigli comunali in tv |

